Archivio annuale 14 Settembre 2019

Come gestire l’ANSIA

Cosa fare quando l’ANSIA invade le nostre giornate

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Imparare a dire NO

Come dire NO e conservare relazioni esterne positive e sentirsi in pace con se stessi

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Affrontare il tradimento sentimentale

E’ un’esperienza molto dolorosa e questo spiega il motivo per cui alcuni preferiscono non sapere e allontanano il sospetto del tradimento da parte del partner. In realtà riuscire ad affrontare il tradimento sentimentale ci aiuta a superare le nostre paure e a capire come rapportarci al legame di coppia.

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6 e 7 dicembre 2019 Cagliari formazione ECM: Gruppi di (ri)abilitazione psichiatrica e/o cognitiva – Abilità sociali e lavorative


max 25 partecipanti. Accreditato per: Educatore professionale, Infermiere, Psicologo (Psicologia, psicoterapia), Tecnico dalla riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, Medico chirurgo (per le discipline: Neurologia, Psichiatria)

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Cosa possiamo fare per affrontare e gestire lo stress?

Impareremo a capire come affrontare lo STRESS nell’immediato e a lungo termine, a “staccare” quando è il momento per ritrovare il giusto equilibrio, rigenerando le batterie.

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Liberarsi dai sensi di colpa

Il senso di colpa serve a star male, cosa diversa dal riconoscere le proprie responsabilità quando si commette un errore, scusarsi e riparare il danno arrecato, ripromettendosi di non ripetere in futuro il comportamento che ha portato conseguenze negative a terzi.

Cosa possiamo fare per liberarci o almeno mettere in un angolo i nostri sensi di colpa?

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Come gestire i momenti di crisi

A tutti capitano momenti critici nella vita, non si possono evitare, ma si può imparare a gestirli.

Ci possono mandare in crisi le scelte da compiere, i cambiamenti anche desiderati (matrimonio, convivenza, nascita di un figlio, avanzamenti di carriera, laurea, vacanze), eventi spiacevoli (licenziamento, essere lasciati dal partner, relazioni che non funzionano, malattie fisiche).

In greco la parola crisi significa opportunità, svolta, non ha una connotazione negativa. Partendo dal significato originario il problema non è necessariamente l’evento in sé ma come lo viviamo. Questo può essere anche il punto di partenza per affrontare le crisi, cioè valutare il senso per noi di quello che sta accadendo, cosa ci fa soffrire e/o ci disturba. A volte è la rottura di un equilibrio personale e/o di coppia, anche se faticoso e poco funzionale, a mandarci in crisi: ci spaventa metterci in gioco, esporci, la paura del rifiuto, della solitudine, di non farcela, di quello che accadrà, di non controllare.

Collegate ai significati con cui leggiamo le situazioni che ci stanno accadendo o che potrebbero avvenire ci sono le emozioni. Le emozioni sono reazioni psicofisiologiche ad stimoli esterni (eventi) o interni (pensieri), che non possiamo controllare e molto potenti. Le emozioni che etichettiamo come negative quali tristezza, rabbia, paura, vergogna…. ci fanno star male ma nel contempo sono anche un segnale che qualcosa ci disturba, ha quindi senso andare all’origine del nostro disagio, cercare di capire se è più saggio tollerare la sofferenza emotiva del momento, come in un assestamento di fronte ad una novità, oppure attrezzarci per andare verso contesti e relazioni che soddisfino meglio i nostri bisogni.

Stare nella sofferenza della crisi, per quanto doloroso, è molto utile, ci dice come funzioniamo, cosa vogliamo e cosa non vogliamo. E’ importante imparare ad ascoltarci, non silenziare la nostra parte emotiva, non valutare solo razionalmente il nostro mondo interiore ed esteriore. “Non ha senso che io mi senta così, non è ragionevole, devo essere contento della situazione”. E’ forte la tentazione di fuggire, evitare, negare, aspettare che la crisi si dissolva da sola, delegare ad altri, se non ci facciamo carico del nostro benessere rischiamo che altri decidano al nostro posto e/o perdiamo preziose occasioni di rinnovamento. “Vediamo che succede, decidano gli altri, così non sbaglio”.

Inutile e controproducente è anche combattere le crisi rimanendo fermi sulla situazione originaria, non cercando di evolvere, sprecando energie, faccio un esempio: perdo il lavoro involontariamente perché l’azienda dov’ero dipendente chiude, mi dispero per l’evento subito, mi arrabbio per l’ingiustizia, mi sento impotente, sto male, invidio chi continua a lavorare, mi convinco che non riuscirò a trovare un nuovo lavoro, permango nel lutto del licenziamento e non riesco a cercare e trovare nuove possibilità presenti e future.

Come appunto cercare di affrontare i momenti di crisi: analizzare la situazione che mi destabilizza (quali implicazioni ha per me), decodificare le emozioni del momento (come sto, cosa sto provando), collegare le emozioni ai bisogni insoddisfatti (queste emozioni spiacevoli cosa mi stanno segnalando?), gestire la risposta emotiva (non mi faccio travolgere dall’onda emotiva, accetto il malessere attuale, consapevole che non è necessariamente futuro, anzi è uno stimolo a prendere nuove direzioni), infine decidere quali azioni intraprendere e poi attuarle (consapevole di cosa mi dona benessere, cerco di rispondere ai miei bisogni, utilizzo al meglio le mie strategie personali per andare verso gli obiettivi desiderati, intraprendo azioni in tal senso pensate e non impulsive).

Come affrontare la fine di una relazione

Quando la relazione è terminata oggetti e pensieri che rimandano al ricordo della persona amata possono innescare nuovamente la memoria e sviluppare emozioni negative.

Dobbiamo darci tempo per ricostruire e non sostituire affannosamente (la spasmodica ricerca di un nuovo legame): praticando sport, hobbies e intrattenendo interazioni sociali amicali.

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