Archivio per Categoria Disturbi di personalità

Io sono Istrionico?

Rientra tra i disturbi di personalità, la dicitura esatta ho una diagnosi di disturbo istrionico di personalità, così da distinguerlo dall’etichetta comune in senso canzonatorio “sei un istrionico” di coloro che amano essere al centro dell’attenzione ed usano modi e toni teatrali per ottenere l’interesse altrui, che può corrispondere eventualmente ad un tratto di personalità non necessariamente disfunzionale, e da non identificarci nella psicopatologia, essendo anche altro nella nostra vita. Aggiungo che è importante che la diagnosi venga fatta da uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra, al fine di un inquadramento corretto e di un intervento terapeutico efficace, e che le autodiagnosi in base ai sintomi, in particolare su internet, possono essere fonte di sofferenza inutile.

Possiamo definirlo come un disturbo che si caratterizza per un’emotività eccessiva, drammatica, poco autentica, superficiale, mutevole e per un comportamento esagerato di ricerca di approvazione e sostegno altrui, mediante modalità seduttive, provocatorie, manipolatorie. Chi ne soffre cura molto l’aspetto esteriore fino ad apparire vistoso. Solitamente l’istrionico chiede aiuto in seguito a difficoltà interpersonali, a relazioni disturbate e per superare emozioni negative intense come la rabbia, l’ansia e l’umore depresso che attribuisce a cause esterne.

Quando rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra?

  • Se mi sento a disagio o non apprezzato in situazioni in cui non sono al centro dell’attenzione
  • Se l’apparenza fisica è per me fondamentale
  • Se non sopporto le critiche
  • Se sono influenzabile e suggestionabile, uniformandomi all’opinione e allo stato d’animo altrui
  • Se non tollero le frustrazioni e la noia, cercando soddisfazioni immediate e attività eccitanti/stimolanti
  • Se mi ritrovo in relazioni di dipendenza affettiva dal partner

Come intervenire?

Contattare uno psicoterapeuta, esperto in disturbi di personalità. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei percorsi più efficaci per il trattamento del disturbo istrionico di personalità: riconoscendo il valore personale; aiutando ad entrare in contatto con le proprie emozioni autentiche e a modularle; sviluppando tolleranza alla frustrazione e alla noia (lavorando se necessario anche su aspetti di impulsività); focalizzandosi sulla riduzione dei comportamenti teatrali e drammatici e sull’accettazione di una possibile disapprovazione o perdita di attenzione; imparando a sviluppare una reale intimità con l’altro, basata sull’ascolto e sull’empatia. La terapia farmacologica non può essere risolutiva, ma utile per ridurre i sintomi di ansia, depressione e impulsività, dopo una valutazione di uno psichiatra.

Io sono Narcisista?

Rientra tra i disturbi di personalità, la dicitura esatta ho una diagnosi di disturbo narcisista di personalità, così da distinguerlo dall’etichetta comune in senso canzonatorio “sei un narcisista”, che può corrispondere eventualmente ad un tratto di personalità non necessariamente disfunzionale, e da non identificarci nella psicopatologia, essendo anche altro nella nostra vita. Aggiungo che è importante che la diagnosi venga fatta da uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra, al fine di un inquadramento corretto e di un intervento terapeutico efficace, e che le autodiagnosi in base ai sintomi, in particolare su internet, possono essere fonte di sofferenza inutile.

Possiamo definirlo come un disturbo che investe un’autostima fragile con fantasie di successo in uno sforzo spasmodico di dimostrare la propria superiorità e grandiosità. Chi ne soffre mette in atto comportamenti di sfruttamento e/o aggressivi e/o manipolatori degli altri, in un quadro di mancanza di empatia, rischiando di provocare l’allontanamento e di ritrovarsi solo. Solitamente il narcisista chiede aiuto in seguito ad un “fallimento” come ad esempio una mancata promozione sul lavoro, la rottura non voluta della relazione da parte del partner, la perdita di una gara sportiva o l’insuccesso scolastico, che vengono vissuti con vergogna, tristezza, paura, impotenza e rabbia.

Quando rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra?

  • Se ho costante bisogno di ammirazione
  • Se solitamente ritengo di non essere apprezzato e riconosciuto nel mio valore
  • Se ho la tendenza a reagire alle critiche con rabbia o vergogna
  • Se non mi fido generalmente degli altri, li considero inaffidabili, frequentemente li disprezzo
  • Se sono invidioso degli altri o credo che gli altri mi invidino
  • Se sento spesso il vuoto e l’apatia anche in presenza di successi
  • Se a seguito di una sconfitta sviluppo ansia sociale, attacchi di panico, stati depressivi, ideazioni suicidarie e/o abuso di alcol e di altre sostanze

Come intervenire?

Contattare uno psicoterapeuta, esperto in disturbi di personalità. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei percorsi più efficaci per il trattamento del disturbo narcisistico di personalità: lavorando affinché i bisogni emotivi vengano soddisfatti in modo più funzionale attraverso sani rapporti interpersonali, basati sulla reciprocità ed il rispetto, costruendo schemi Sé/Altro più adattivi; attraverso la ristrutturazione cognitiva limitando le aspettative eccessive su di sé e sugli altri, altrimenti fonte di delusione; imparando a gestire meglio la rabbia ed a evitare agiti di punizione/vendetta o autolesivi. La terapia farmacologica non può essere risolutiva, ma utile per ridurre i sintomi di ansia sociale, depressione e impulsività, è indicato in particolare l’uso di antidepressivi (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina SSRI), farmaci anticonvulsivi e stabilizzatori del tono dell’umore, dopo una valutazione di uno psichiatra.

Io sono Borderline?

Rientra tra i disturbi di personalità, la dicitura esatta ho una diagnosi di disturbo borderline di personalità, così non da identificarci nella psicopatologia, essendo anche altro nella nostra vita. Aggiungo che è importante che la diagnosi venga fatta da uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra e che le autodiagnosi in base ai sintomi, in particolare su internet, possono essere fonte di sofferenza inutile.

Possiamo definirlo come un disturbo della relazione, con emozioni intense che cambiano in modo repentino. Chi ne soffre mette in atto comportamenti che lo danneggiano e possono creare conseguenze negative anche ad altri. Per questo motivo occorre chiedere aiuto al fine di una diagnosi corretta e di un intervento terapeutico efficace.

Quando rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra?

  • Se ho rapporti instabili di amore, amicizia e/o conflitti, anche sul lavoro
  • Se temo la solitudine, i rifiuti e non riesco ad affrontare gli abbandoni
  • Se ho la tendenza a idealizzare e svalutare le altre persone
  • Se sono travolto dalle emozioni e non riesco a gestire le mie reazioni, ho scoppi improvvisi di rabbia e litigi violenti
  • Se sento spesso il vuoto e la mancanza di scopi
  • Se ho sbalzi di umore (da felicità a tristezza e viceversa)
  • Se ho una percezione della mia identità che muta frequentemente (buono/cattivo)
  • Se ho abbuffate di cibo, abuso di sostanze legali e/o illegali e/o gioco d’azzardo in modo patologico, guido in modo spericolato, ho una sessualità promiscua (anche non protetta), ho episodi di autolesionismo (tagliarsi, bruciarsi), adotto comportamenti antisociali (arrivando a commettere reati), ho messo in atto tentativi di suicidio
  • Se compio scelte impulsive (all’improvviso interrompere gli studi, licenziarsi, lasciare il partner, spendere eccessivamente)

Come intervenire?

Contattare uno psicoterapeuta, esperto in disturbi di personalità. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei percorsi più efficaci per il trattamento del disturbo borderline di personalità, lavorando sull’interruzione dei comportamenti senza controllo e/o distruttivi per sé e sulla gestione della risposta emotiva. Dopo aver ridotto i comportamenti problematici a rischio, l’intervento si sposta sul mantenimento di una rappresentazione stabile e integrata di sé e dell’altro. La terapia farmacologica non può essere risolutiva, ma utile in alcuni casi per ridurre l’impulsività e la disregolazione emotiva, è indicato in particolare l’uso di stabilizzanti del tono dell’umore, dopo una valutazione di uno psichiatra.