Archivio per Categoria Psichiatria

Io sono Istrionico?

Rientra tra i disturbi di personalità, la dicitura esatta ho una diagnosi di disturbo istrionico di personalità, così da distinguerlo dall’etichetta comune in senso canzonatorio “sei un istrionico” di coloro che amano essere al centro dell’attenzione ed usano modi e toni teatrali per ottenere l’interesse altrui, che può corrispondere eventualmente ad un tratto di personalità non necessariamente disfunzionale, e da non identificarci nella psicopatologia, essendo anche altro nella nostra vita. Aggiungo che è importante che la diagnosi venga fatta da uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra, al fine di un inquadramento corretto e di un intervento terapeutico efficace, e che le autodiagnosi in base ai sintomi, in particolare su internet, possono essere fonte di sofferenza inutile.

Possiamo definirlo come un disturbo che si caratterizza per un’emotività eccessiva, drammatica, poco autentica, superficiale, mutevole e per un comportamento esagerato di ricerca di approvazione e sostegno altrui, mediante modalità seduttive, provocatorie, manipolatorie. Chi ne soffre cura molto l’aspetto esteriore fino ad apparire vistoso. Solitamente l’istrionico chiede aiuto in seguito a difficoltà interpersonali, a relazioni disturbate e per superare emozioni negative intense come la rabbia, l’ansia e l’umore depresso che attribuisce a cause esterne.

Quando rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra?

  • Se mi sento a disagio o non apprezzato in situazioni in cui non sono al centro dell’attenzione
  • Se l’apparenza fisica è per me fondamentale
  • Se non sopporto le critiche
  • Se sono influenzabile e suggestionabile, uniformandomi all’opinione e allo stato d’animo altrui
  • Se non tollero le frustrazioni e la noia, cercando soddisfazioni immediate e attività eccitanti/stimolanti
  • Se mi ritrovo in relazioni di dipendenza affettiva dal partner

Come intervenire?

Contattare uno psicoterapeuta, esperto in disturbi di personalità. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei percorsi più efficaci per il trattamento del disturbo istrionico di personalità: riconoscendo il valore personale; aiutando ad entrare in contatto con le proprie emozioni autentiche e a modularle; sviluppando tolleranza alla frustrazione e alla noia (lavorando se necessario anche su aspetti di impulsività); focalizzandosi sulla riduzione dei comportamenti teatrali e drammatici e sull’accettazione di una possibile disapprovazione o perdita di attenzione; imparando a sviluppare una reale intimità con l’altro, basata sull’ascolto e sull’empatia. La terapia farmacologica non può essere risolutiva, ma utile per ridurre i sintomi di ansia, depressione e impulsività, dopo una valutazione di uno psichiatra.

Io sono Narcisista?

Rientra tra i disturbi di personalità, la dicitura esatta ho una diagnosi di disturbo narcisista di personalità, così da distinguerlo dall’etichetta comune in senso canzonatorio “sei un narcisista”, che può corrispondere eventualmente ad un tratto di personalità non necessariamente disfunzionale, e da non identificarci nella psicopatologia, essendo anche altro nella nostra vita. Aggiungo che è importante che la diagnosi venga fatta da uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra, al fine di un inquadramento corretto e di un intervento terapeutico efficace, e che le autodiagnosi in base ai sintomi, in particolare su internet, possono essere fonte di sofferenza inutile.

Possiamo definirlo come un disturbo che investe un’autostima fragile con fantasie di successo in uno sforzo spasmodico di dimostrare la propria superiorità e grandiosità. Chi ne soffre mette in atto comportamenti di sfruttamento e/o aggressivi e/o manipolatori degli altri, in un quadro di mancanza di empatia, rischiando di provocare l’allontanamento e di ritrovarsi solo. Solitamente il narcisista chiede aiuto in seguito ad un “fallimento” come ad esempio una mancata promozione sul lavoro, la rottura non voluta della relazione da parte del partner, la perdita di una gara sportiva o l’insuccesso scolastico, che vengono vissuti con vergogna, tristezza, paura, impotenza e rabbia.

Quando rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra?

  • Se ho costante bisogno di ammirazione
  • Se solitamente ritengo di non essere apprezzato e riconosciuto nel mio valore
  • Se ho la tendenza a reagire alle critiche con rabbia o vergogna
  • Se non mi fido generalmente degli altri, li considero inaffidabili, frequentemente li disprezzo
  • Se sono invidioso degli altri o credo che gli altri mi invidino
  • Se sento spesso il vuoto e l’apatia anche in presenza di successi
  • Se a seguito di una sconfitta sviluppo ansia sociale, attacchi di panico, stati depressivi, ideazioni suicidarie e/o abuso di alcol e di altre sostanze

Come intervenire?

Contattare uno psicoterapeuta, esperto in disturbi di personalità. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei percorsi più efficaci per il trattamento del disturbo narcisistico di personalità: lavorando affinché i bisogni emotivi vengano soddisfatti in modo più funzionale attraverso sani rapporti interpersonali, basati sulla reciprocità ed il rispetto, costruendo schemi Sé/Altro più adattivi; attraverso la ristrutturazione cognitiva limitando le aspettative eccessive su di sé e sugli altri, altrimenti fonte di delusione; imparando a gestire meglio la rabbia ed a evitare agiti di punizione/vendetta o autolesivi. La terapia farmacologica non può essere risolutiva, ma utile per ridurre i sintomi di ansia sociale, depressione e impulsività, è indicato in particolare l’uso di antidepressivi (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina SSRI), farmaci anticonvulsivi e stabilizzatori del tono dell’umore, dopo una valutazione di uno psichiatra.

Io sono Borderline?

Rientra tra i disturbi di personalità, la dicitura esatta ho una diagnosi di disturbo borderline di personalità, così non da identificarci nella psicopatologia, essendo anche altro nella nostra vita. Aggiungo che è importante che la diagnosi venga fatta da uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra e che le autodiagnosi in base ai sintomi, in particolare su internet, possono essere fonte di sofferenza inutile.

Possiamo definirlo come un disturbo della relazione, con emozioni intense che cambiano in modo repentino. Chi ne soffre mette in atto comportamenti che lo danneggiano e possono creare conseguenze negative anche ad altri. Per questo motivo occorre chiedere aiuto al fine di una diagnosi corretta e di un intervento terapeutico efficace.

Quando rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra?

  • Se ho rapporti instabili di amore, amicizia e/o conflitti, anche sul lavoro
  • Se temo la solitudine, i rifiuti e non riesco ad affrontare gli abbandoni
  • Se ho la tendenza a idealizzare e svalutare le altre persone
  • Se sono travolto dalle emozioni e non riesco a gestire le mie reazioni, ho scoppi improvvisi di rabbia e litigi violenti
  • Se sento spesso il vuoto e la mancanza di scopi
  • Se ho sbalzi di umore (da felicità a tristezza e viceversa)
  • Se ho una percezione della mia identità che muta frequentemente (buono/cattivo)
  • Se ho abbuffate di cibo, abuso di sostanze legali e/o illegali e/o gioco d’azzardo in modo patologico, guido in modo spericolato, ho una sessualità promiscua (anche non protetta), ho episodi di autolesionismo (tagliarsi, bruciarsi), adotto comportamenti antisociali (arrivando a commettere reati), ho messo in atto tentativi di suicidio
  • Se compio scelte impulsive (all’improvviso interrompere gli studi, licenziarsi, lasciare il partner, spendere eccessivamente)

Come intervenire?

Contattare uno psicoterapeuta, esperto in disturbi di personalità. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei percorsi più efficaci per il trattamento del disturbo borderline di personalità, lavorando sull’interruzione dei comportamenti senza controllo e/o distruttivi per sé e sulla gestione della risposta emotiva. Dopo aver ridotto i comportamenti problematici a rischio, l’intervento si sposta sul mantenimento di una rappresentazione stabile e integrata di sé e dell’altro. La terapia farmacologica non può essere risolutiva, ma utile in alcuni casi per ridurre l’impulsività e la disregolazione emotiva, è indicato in particolare l’uso di stabilizzanti del tono dell’umore, dopo una valutazione di uno psichiatra.

6 e 7 dicembre 2019 Cagliari formazione ECM: Gruppi di (ri)abilitazione psichiatrica e/o cognitiva – Abilità sociali e lavorative


max 25 partecipanti. Accreditato per: Educatore professionale, Infermiere, Psicologo (Psicologia, psicoterapia), Tecnico dalla riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, Medico chirurgo (per le discipline: Neurologia, Psichiatria)

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Quale riordino della residenzialità psichiatrica in Piemonte?

Quale riordino della residenzialità psichiatrica? — Ferrero L., Zedda M. – Lavoro&salute, 2018: N° 1, 24 – 25.

Intervista a Barbara Bosi, Psicologa-Psicoterapeuta, Presidente ALMM Onlus, sul riordino della residenzialità psichiatrica In Piemonte e sul Tavolo di Applicazione e Monitoraggio della D.G.R. 29 – 3944 Revisione della residenzialità psichiatrica del 19/9/2016 (Integrazioni a D.G.R. 30 – 1517 /2015)

L’Associazione per la Lotta contro le Malattie Mentali (ALMM) è stata fondata a Torino nel 1967 per combattere l’istituzione manicomiale e liberare i pazienti costretti in condizioni di vita disumane. Negli anni, in seguito all’approvazione della legge 180 e con la chiusura degli ospedali psichiatrici, il lavoro dell’Associazione si è focalizzato su coloro che patiscono un disagio psichico e sui loro famigliari, affinché ne sia garantita la dignità in quanto cittadini con pari diritti, la giusta collocazione nelle strutture di cura e sia dato loro un aiuto adeguato in un rapporto di dialogo e collaborazione con i servizi sanitari e le pubbliche amministrazioni.

  1. Da quando ALMM segue il riordino della residenzialità psichiatrica?

L’ALMM segue il riordino della Residenzialità Psichiatrica dal 2013. Il lavoro di riordino iniziò infatti durante la precedente legislatura e portò alla stesura di tre Delibere, che ricevettero parere favorevole dalla IV Commissione Consigliare. La fine anticipata della legislatura e l’insediamento della nuova Giunta nella primavera del 2014 ci vide da subito impegnati a chiedere di proseguire in quel che da molto tempo riteniamo essere un riordino fondamentale, ma nessun Tavolo venne organizzato dall’Assessorato alla Sanità per proseguire il dialogo con le parti sociali. Organizzammo un Convegno il 29 maggio 2015, “Psichiatria senz’anima” in cui intervennero tutte le parti coinvolte a vario titolo in Psichiatria e chiedemmo ancora una volta, pubblicamente, un confronto ed un dialogo. Garanzia di dialogo e confronto che ci venne data in quella sede.

Come tutti sappiamo, la DGR 30 di riordino della residenzialità venne approvata il 3 giugno 2015, quattro giorno dopo il Convegno, con la certezza che non sia stata scritta in quei 4 giorni ma che fosse ovviamente già stata elaborata, e approvata senza il confronto con alcuna parte sociale.

  1. Cosa è seguito dopo il respingimento dei ricorsi da parte del TAR?

 Dopo due anni e due sospensive date dal TAR alla DGR 30 e alla successiva DGR 29 per i danni gravi e irreparabili che potevano causare a pazienti e famiglie, il TAR ha poi respinto tutti i ricorsi nell’estate scorsa. La costituzione in Giudizio di tutte le ASL del Piemonte ha certamente rafforzato la posizione della Regione e favorito il respingimento dei ricorsi. Ha altresì trasmesso a pazienti e famiglie un messaggio forte: l’accoglimento della DGR 29 da parte delle ASL in modo favorevole.

Nel mese di ottobre è stato convocato il primo incontro del Tavolo di Applicazione e Monitoraggio della DGR 29, costituito con determina 868 del 22 dicembre 2016 a cui partecipano oltre alle Associazioni ALMM e DIAPSI (in rappresentanza di 20 Associazioni piemontesi) le Cooperative Sociali, il privato imprenditoriale, i Sindacati, l’Anci e i Consorzi.

  1. Quali sono funzioni e obiettivi del Tavolo?

 Durante il primo incontro del 16 ottobre l’Assessore alla Sanità ha affermato che il percorso di attuazione della DGR 29 riprende dal punto in cui era stato interrotto dai ricorsi al TAR del Piemonte.

Ha ribadito che i contenuti della DGR non sono in discussione e che al Tavolo potranno essere discussi i temi che ogni Ente/Associazione presente al Tavolo proporrà alla Direzione Sanità inerenti la applicazione della stessa.

È stato poi detto che sarebbe stato compito della Direzione Sanità organizzare un calendario di incontri raggruppando i temi proposti da ogni Ente, accorpando argomenti e/o interessi simili o comuni.

Le Associazioni hanno inviato un documento con alcune criticità e avuto un incontro per discuterle. Non è ancora stata fissata la prossima data di incontro del Tavolo, ma certamente le domande di accreditamento del gestori dovranno pervenire in regione entro l’8 dicembre.

  1. Quali saranno le conseguenze della applicazione della DGR 29?

 Oggi almeno 1000 pazienti psichiatrici piemontesi sono curati presso Gruppi Appartamento, che diverranno strutture residenziali SRP3 e che la nuova delibera individua come strutture non più sanitarie.

La finalità dei nuovi criteri di accesso alle strutture residenziali sarà di evitare inserimenti impropri, la valutazione multidisciplinare prevista dalla DGR 29 sarà determinante per il futuro dei pazienti: se per un paziente verrà individuata una struttura SRP3 (Gruppo Appartamento) come luogo idoneo, potrà configurarsi come una violazione al diritto alla cura essendo, questo, divenuto con la delibera a valenza socio assistenziale e non più sanitaria.

Inoltre per gli inserimenti nelle strutture SRP3 (Gruppi Appartamento) è prevista una compartecipazione alla spesa. Mille pazienti che fino ad oggi erano considerati come tali e cioè -come la legge dello Stato prevede-persone ammalate da curare, stanno per diventare “sani per delibera”: non avranno più diritto a cure gratuite ma dovranno pagare l’assistenza che verrà garantita loro. Le attuali Strutture Residenziali dovranno adeguarsi alla nuova delibera e molte di esse lo faranno richiedendo parte della retta giornaliera (60%) al paziente.

Se fino ad oggi il percorso di cura e recupero delle autonomie prevedeva una gradualità d’intensità di cura verso il miglioramento del paziente – strutture ad alta (Comunità di tipo A) media (Comunità di tipo B) e medio-bassa (Gruppi Appartamento) intensità riabilitativa totalmente a carico della Sanità Pubblica (per mezzo dei DSM) – oggi questo percorso si interrompe sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista riabilitativo.

Paradossalmente, mentre il paziente sta procedendo verso un miglioramento della malattia o una maggior autonomia, non solo dovrà iniziare a pagare il 60% della retta, ma troverà nella stessa sede di cura, rispetto oggi, una minor attività riabilitativa a fronte di una maggior assistenza (a pagamento).

Inoltre il personale previsto dalla Delibera all’interno delle strutture residenziali vedrà una forte riduzione di educatori e psicologi ed un significativo aumento degli OSS, con una duplice grave conseguenza:

  • la riduzione delle attività di cura e riabilitazione per i pazienti con incremento di funzioni di sola assistenza;
  • molti psicologi ed educatori delle strutture residenziali perderanno il posto di lavoro.
  1. Cosa succederà a queste figure professionali?

 I gestori delle strutture residenziali convenzionate da molto tempo segnalano che l’applicazione di questa DGR comporterà il licenziamento di molte persone per poter assumente personale OSS e per adeguare gli orari svolti dalle altre figure professionali agli standard della Delibera. Nessuna modifica è stata apportata fino ad ora per evitare questo altro danno che causerà l’applicazione della legge e sia le Cooperative che il privato imprenditoriale affrontano questa situazione con fatica e difficoltà. L’8 dicembre 2017 è il termine per l’accreditamento e adeguamento delle strutture residenziali convenzionate, con le ricadute conseguenti a livello occupazionale per gli psicologi ed educatori professionali.

  1. Al Tavolo è presente l’Ordine degli Psicologi?

 L’Ordine non è presente e non compare nell’elenco degli Enti nominati nella determina del 22 dicembre 2016.

  1. Attualmente quali sono gli spazi di azione per preservare i pazienti e l’occupazione degli operatori?

 Una azione concreta la sta da tempo compiendo il Consiglio Regionale, mozioni bipartisan pongono criticità della DGR 29 all’Assessorato alla Sanità e, ad esempio durante la IV Commissione Sanità del 27 novembre, sembra che alcune di queste criticità siano state discusse con maggior apertura da parte dell’Assessorato. Riteniamo che l’attuale Direttore alla Sanità, Dottor Renato Botti, stia accogliendo alcune delle osservazioni poste sia dalle parti sociali, sia dai Consiglieri Regionali con attenzione e questo ci fa sperare in una maggiore possibilità di confronto costruttivo con le istituzioni.

Le Associazioni intanto promuoveranno da gennaio una serie di incontri informativi aperti a utenti, famigliari ed operatori per informare il più possibile le persone sui tempi e i modi in cui la residenzialità psichiatrica si modificherà durante il prossimo anno.

Abbiamo anche messo a disposizione una mail dedicata per fornire risposte e costruire una rete informale ma solida tra tutti gli attori che, a vario titolo, saranno coinvolti dalla riforma:  infodgr29@gmail.com

10 e 11 novembre 2018 Padova formazione ECM: GRUPPI DI (RI)ABILITAZIONE PSICHIATRICA E/O COGNITIVA

Le abilità sociali sono quei particolari comportamenti utilizzati dalle persone nell’interazione con gli altri che consentono loro di raggiungere i propri obiettivi. Le abilità sociali di base sono: ascoltare, fare richieste, esprimere sentimenti positivi o negativi. Esempi più complessi sono: rispondere alle critiche, gestire i conflitti, sostenere un colloquio di lavoro. Gli individui con problematiche psichiatriche e/o con ritardo cognitivo, presentano solitamente un deficit di abilità sociali, pertanto interventi psicoeducativi in tale ambiti potenziano l’autonomia e l’autostima dei partecipanti a questi percorsi di gruppo.

E’ un trattamento efficace per la schizofrenia Vai…

La formazione “Gruppi di (ri)abilitazione psichiatrica e/o cognitiva” si terrà a Padova il 10 e 11 novembre Vai …

Crediti ECM 22,4. L’accreditamento è stato richiesto per le seguenti figure professionali: Educatore Professionale, Infermiere, Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Tecnico occupazionale.

Guarda la presentazione video delle abilità sociali Vai…

Tutela e senso di responsabilità: la psichiatria in Piemonte

Tutela e senso di responsabilità: la psichiatria in Piemonte —  Ferrero L., Zedda M., Lazzaro L. – Lavoro&salute, 2017: N° 6, 25

Nel numero del 4 settembre 2014, scrivemmo un articolo dal titolo: “In comunità riabilitativa per minori si risparmia sulla psicoterapia, si risparmia sul futuro…”, nel quale esponemmo la problematica relativa alla diminuzione delle ore dedicate alla psicoterapia in minori, spesso traumatizzati, e presi in carico presso comunità riabilitative psicosociali per minori (crp).

Sotto il profilo storico ricordiamo come “nel mese di aprile 2014 il DGR del 15 aprile 2014 n. 55-7469 riduce le ore dello psicoterapeuta solo nelle crp, passando da 38 ore settimanali a 20. Questa scelta di risparmio diminuisce l’intervento nelle situazioni in cui c’è ancora la possibilità di agire con un ampio margine di successo riabilitativo/terapeutico.”

Nell’anno in corso, dopo tre anni dal decreto regionale cui sopra, in Piemonte si cerca di definire la riforma dei servizi psichiatrici; la partenza avviene tra le polemiche.

Il Tar l’11 ottobre 2017 ha dato il via libera, dopo aver respinto alcuni ricorsi di cooperative sociali e associazioni dei parenti dei malati, alla D.G.R. 29 – 3944 Revisione della residenzialità psichiatrica del 19/9/2016 (Integrazioni a D.G.R. 30 – 1517 /2015) per riorganizzare i posti letto e razionalizzare le spese, uniformando le tariffe delle varie aree (che fino a oggi erano tutte diverse), prevedendo un accreditamento centrale, su base di requisiti comuni, degli operatori del settore.

Tra le questioni più critiche e controverse ci sono i tempi per l’accreditamento, il riconoscimento dei titoli di studio degli operatori già attivi (che rischiano di perdere il lavoro) e soprattutto un piano organico della psichiatria che includa i servizi della domiciliarità e le prestazioni sul territorio.

Così in un articolo de La Stampa del 16/09/2016 (http://www.lastampa.it/2016/09/16/cronaca/il-primo-s-sulla-legge-di-riordino-della-psichiatria-qUx0Yjfd2MgYsWUkrDPHCL/pagina.html) — «La delibera, se non verrà ulteriormente modificata, rischia ancora di mettere in discussione i principi stessi delle leggi – dichiara il capogruppo di SEL, Marco Grimaldi – libertà di scelta della persona, personalizzazione del progetto e percorsi riabilitativi a differente intensità assistenziale. Sostenere che nei gruppi appartamento non venga svolta attività terapeutica e riabilitativa è la negazione dello spirito che pervade quelle leggi così importanti per il progresso civile del nostro Paese».

Il 29 ottobre 2017 su http://www.quotidianosanita.it/piemonte/articolo.php?articolo_id=47305 si può scaricare l’ordinanza del Tar del Piemonte e leggere quanto scritto il 26 gennaio 2017, in cui si riporta che — “Il rinvio della discussione di merito di altri nove mesi, unita alla sospensione dell’efficacia delle nostre delibere, rischia di causare un danno a tutto il sistema sanitario regionale – spiega l’assessore Antonio Saitta -. Il nostro obiettivo è soprattutto quello di garantire che i pazienti siano curati e seguiti sulla base delle loro esigenze e purtroppo non sempre questo è avvenuto. La Giunta che ci ha preceduto, ad esempio, ha pagato gli operatori senza accreditamento. Solo una riforma della psichiatria riporterà ordine in questo settore, dove anche i soggetti privati devono essere accreditati e operare su una base tariffaria in funzione dei servizi che prestano. Oggi la psichiatria è rimasto l’unico settore della nostra sanità a non avere queste regole”.

Molti colleghi psicologi rischiano di perdere il posto di lavoro e/o ritrovarsi un monte ore complessivo notevolmente ridimensionato, il comunicato stampa dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte in data 24/09/2015 (https://www.ordinepsicologi.piemonte.it/comunicati/la-delibera-sulla-residenzialita-mette-a-rischio-700-posti-di-lavoro-per-gli-psicologi) cita che “la delibera sulla residenzialità mette a rischio 700 posti di lavoro per gli psicologi”. L’Ordine stesso, ha deciso di non presentare ricorso per la Delibera 30, rimanendo in stretto contatto con i soggetti che hanno presentato ricorso al Tar e auspicando che prevalga su tutto il senso di responsabilità e si trovi una soluzione che tuteli in primis i pazienti.

Condividiamo che prevalga il senso di responsabilità e l’interesse dei pazienti, i quali hanno bisogno di aiuto vero, incondizionato e professionale, ma anche che non si perda di vista la tutela della dignità professionale di chi in questi anni ha contribuito al benessere sociale.

Il tavolo di monitoraggio che ha il compito di seguire posso per passo la riforma della residenzialità psichiatrica voluta dalla Regione Piemonte, si è insediato il 16 ottobre 2017. Al tavolo, fanno parte rappresentanti dei Comuni, degli enti gestori, sindacati, cooperative e associazioni dei familiari dei pazienti, insieme ai funzionari dell’assessorato alla Sanità e dell’assessorato alla Coesione sociale. — http://www.regione.piemonte.it/sanita/cms2/notizie-87209/notizie-dallassessorato/5472-16-10-2017-al-via-il-tavolo-di-monitoraggio-della-residenzialita-psichiatrica

Come pubblicato sul sito dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, il presidente nel comunicato stampa del 04/07/2015 scrive quanto segue: ” In considerazione dell’imminente pubblicazione della D.G.R. n. 30-1517 del 3 giugno 2015  con cui la Regione ha disposto il riordino della rete dei servizi residenziali della psichiatria,  come Ordine degli Psicologi della regione Piemonte si auspica che la suddetta delibera  possa venir modificata in alcuni suoi punti, che vedrebbero eccessivamente penalizzata la figura professionale dello psicologo”.