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Io sono Borderline?

Rientra tra i disturbi di personalità, la dicitura esatta ho una diagnosi di disturbo borderline di personalità, così non da identificarci nella psicopatologia, essendo anche altro nella nostra vita. Aggiungo che è importante che la diagnosi venga fatta da uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra e che le autodiagnosi in base ai sintomi, in particolare su internet, possono essere fonte di sofferenza inutile.

Possiamo definirlo come un disturbo della relazione, con emozioni intense che cambiano in modo repentino. Chi ne soffre mette in atto comportamenti che lo danneggiano e possono creare conseguenze negative anche ad altri. Per questo motivo occorre chiedere aiuto al fine di una diagnosi corretta e di un intervento terapeutico efficace.

Quando rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta o psichiatra?

  • Se ho rapporti instabili di amore, amicizia e/o conflitti, anche sul lavoro
  • Se temo la solitudine, i rifiuti e non riesco ad affrontare gli abbandoni
  • Se ho la tendenza a idealizzare e svalutare le altre persone
  • Se sono travolto dalle emozioni e non riesco a gestire le mie reazioni, ho scoppi improvvisi di rabbia e litigi violenti
  • Se sento spesso il vuoto e la mancanza di scopi
  • Se ho sbalzi di umore (da felicità a tristezza e viceversa)
  • Se ho una percezione della mia identità che muta frequentemente (buono/cattivo)
  • Se ho abbuffate di cibo, abuso di sostanze legali e/o illegali e/o gioco d’azzardo in modo patologico, guido in modo spericolato, ho una sessualità promiscua (anche non protetta), ho episodi di autolesionismo (tagliarsi, bruciarsi), adotto comportamenti antisociali (arrivando a commettere reati), ho messo in atto tentativi di suicidio
  • Se compio scelte impulsive (all’improvviso interrompere gli studi, licenziarsi, lasciare il partner, spendere eccessivamente)

Come intervenire?

Contattare uno psicoterapeuta, esperto in disturbi di personalità. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei percorsi più efficaci per il trattamento del disturbo borderline di personalità, lavorando sull’interruzione dei comportamenti senza controllo e/o distruttivi per sé e sulla gestione della risposta emotiva. Dopo aver ridotto i comportamenti problematici a rischio, l’intervento si sposta sul mantenimento di una rappresentazione stabile e integrata di sé e dell’altro. La terapia farmacologica non può essere risolutiva, ma utile in alcuni casi per ridurre l’impulsività e la disregolazione emotiva, è indicato in particolare l’uso di stabilizzanti del tono dell’umore, dopo una valutazione di uno psichiatra.