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Trauma psicologico: come elaborarlo

Uno shock emotivo intenso a seguito di eventi improvvisi (incidente, terremoto, lutto inaspettato, violenza fisica e/o sessuale) e stressanti (perdita del lavoro,rottura del rapporto di coppia, grave malattia fisica), che produce reazioni corporee importanti e dove ci sentiamo impotenti. Non sempre riusciamo ad elaborare spontaneamente i traumi, l’impatto e la reazione sono soggettivi e quando le emozioni e le sensazioni del corpo rimangono bloccate rischiamo di sviluppare sintomi come nel disturbo post-traumatico da stress (PTSD). La trascuratezza, la mancanza di accudimento, l’abuso, il maltrattamento psicologico (svalutazioni, critiche continue) e fisico da parte di figure significative come i genitori o gli insegnanti, specialmente nell’infanzia, possono condurre a traumi relazionali cumulativi.

Quali sono i sintomi del disturbo post-traumatico da stress (fonte DSM-5)?

  • Intrusione: si tende a rivivere l’evento traumatico con immagini intrusive, incubi e reazioni emotive intense, come se il trauma si stesse ripresentando in quel momento (flashback). In alcuni casi il coinvolgimento emotivo è tale da far perdere consapevolezza dell’ambiente circostante al soggetto durante i flashback (sintomo dissociativo).
  • Evitamento: il soggetto mette in atto diverse strategie per evitare luoghi, persone o oggetti associati al trauma in modo persistente.
  • Alterazioni negative dell’umore e del pensiero: l’umore può apparire deflesso per la maggior parte del tempo, il soggetto può mostrare una riduzione di interesse verso le normali attività o una sensazione di distacco o estraneità verso gli altri. Può manifestare reazioni emotive negative persistenti (ansia, vergogna, colpa, orrore) e incapacità a provare emozioni positive. Il soggetto può mostrare esagerate convinzioni negative su di sé (è colpa mia), sugli altri o sul mondo (il mondo è un posto pericoloso). Può inoltre manifestarsi amnesia verso qualche importante elemento dell’evento traumatico.
  • Marcata attivazione psicomotoria ed elevata reattività: il soggetto può mostrare uno stato di agitazione e ipervigilanza costante. Può mostrare umore irritabile ed esplosioni di rabbia anche senza provocazione, spesso sono presenti esagerate risposte di allarme anche a fronte di stimoli banali. Possono inoltre manifestarsi difficoltà nella concentrazione, nel sonno o comportamenti rischiosi o autodistruttivi.

Cosa posso fare?

Le consegue dei traumi possono cronicizzarsi con il relativo carico di sofferenza oltre a provocare ripercussioni in ambito sociale, lavorativo o scolastico, arrivando anche all’abuso di sostanze. Si possono manifestare sintomi dissociativi di depersonalizzazione (sentirsi distaccati dai propri processi mentali come se si fosse un osservatore esterno al proprio corpo) e derealizzazione (persistenti o ricorrenti esperienze di irrealtà dell’ambiente circostante). Occorre contattare uno psicologo psicoterapeuta esperto in psicotraumatologia che valuterà insieme al paziente l’intervento più adatto al suo caso. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei percorsi più efficaci per il trattamento dei traumi, attraverso questi passaggi:

•    Gestione dei problemi urgenti: la compromissione del funzionamento quotidiano a causa degli evitamenti

•    Informazioni sul disturbo

•    Stabilizzazione dei sintomi più disturbanti con l’utilizzo di tecniche di gestione degli stessi: rilassamento o mindfulness

•    Lavoro sulle memorie traumatiche mediante l’esposizione ai ricordi dolorosi

•    Effettuazione della ristrutturazione cognitiva: modificando le convinzioni disfunzionali su di sé, sugli altri e sul mondo

•    Prevenzione delle ricadute

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una metodologia terapeutica che si basa sul sistema dell’elaborazione delle informazioni per integrare il trauma nel nostro vissuto attraverso i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra. Il percorso terapeutico aiuta a superare la rottura del trauma nel fluire della nostra esperienza e a riprendere il proprio percorso di vita.

La terapia farmacologica può essere utile per ridurre i sintomi disturbanti ed iniziare la psicoterapia, in particolare gli antidepressivi Inibitori Selettivi della Serotonina (SSRI) dopo la valutazione di uno psichiatra.

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